Tecnologia Raggi Ultravioletti

L’acqua di un pozzo deve essere disinfettata sempre, anche con analisi che la riconoscono potabile.

Infatti, tutte le falde sotterranee sono tra loro comunicanti e una condizione d’inquinamento batteriologico, possono improvvisamente manifestarsi a propria insaputa.

Come detto in precedenza I Raggi Ultravioletti costituiscono il metodo migliore per la disinfezione dell’acqua.

I Raggi Ultravioletti agiscono immediatamente e costituiscono un metodo di trattamento dell’acqua, in molti casi, elettivo.

Non cambiano le qualità organolettiche dell’acqua, non generano sottoprodotti di alcun genere e sono pertanto il metodo migliore per la potabilizzazione dell’acqua.

Nelle acque reflue, poi, salvaguardano la natura dall’impiego di sostanze chimiche che inquinano suolo e acque in cui i reflui sono recapitati.

Nelle piscine eliminano tutti problemi per i nuotatori e lo staff causati dall’impiego del solo cloro, consentendo al gestore anche importanti risparmi nella gestione dell’impianto natatorio.

Gli UV hanno grande diffusione in molti altri settori industriali quali alimenti e bevande, farmaceutica, ecc.

Una volta determinato il log di disinfezione voluto, dovrà tenersi conto di due fattori importanti circa la qualità dell’acqua: la trasmittanza e i solidi sospesi.

La trasmittanza è, in percentuale, quanta luce UV-C passa dalla lampada fino ai confini del reattore che la contiene. Minore è la trasmittanza, maggiore è l’energia UV richiesta per il risultato di disinfezione programmato.

Per i solidi sospesi, questione che riguarda maggiormente le acque reflue, valori di 30-50 mg/l sono ancora compatibili con i risultati della disinfezione voluta.

I solidi sospesi interferiscono per il cono d’ombra che può nascondere il batterio agli UV nel suo percorso nel reattore.

Si definisce Dose UV il risultato dell’espressione “energia UV x il tempo in cui il batterio rimane esposto alla sua azione”. In pratica “micro watt/sec/cm2” o anche “mJ/cm2”.

In base ai microrganismi da abbattere e ai risultati di disinfezione voluti, il D10 specifico (ad esempio 5,4 per l’Escherichia Coli) si moltiplica per quanti Log di riduzione sono necessari. Questa semplice operazione consente al produttore di sistemi UV di fornire la giusta apparecchiatura.

Si noti che nella disinfezione con Raggi Ultravioletti non è mai usato, dai professionisti del settore, il termine “sterilizzazione” bensì è indicata l’efficacia della disinfezione attraverso la riduzione delle colonie di microrganismi in un determinato numero di Log.

I Raggi Ultravioletti hanno dimostrato di essere efficaci, più di ogni altro metodo, per la disinfezione di acqua, aria e superfici.

Ovviamente ogni modo di applicazione deve essere opportunamente curata per ottenere i risultati migliori.

Gli ambienti scientifici hanno realizzato tabelle di microrganismi in cui hanno elencato tutti i patogeni conosciuti e l’energia UV-C necessaria per ridurre le loro colonie al solo 10% di sopravissuti.

L’uso di queste tabelle, chiamate D10, consente di configurare i sistemi UV adatti per i vari gradi di disinfezione voluta.

Negli studi sui Raggi Ultravioletti si è scoperto che radiazioni intorno ai 250 nanometri erano in grado d’interferire con il DNA di elementi monocellulari, come la maggior parte dei batteri, rendendone impossibile la loro riproduzione.

Un batterio che non può riprodursi, semplificando, perde ogni sua capacità di diffondersi e quindi di causare epidemie.

I Raggi Ultravioletti o UV, espressione tecnica della luce ultravioletta, sono compresi in natura nello spettro luminoso di emissione solare.

Invisibili per l’occhio umano hanno una gamma estesa tra 100 e 400 nanometri.

Gli ultravioletti sono convenzionalmente divisi in tre gruppi di banda:

  • UV-A tra 320 e 400 nanometri
  • UV-B tra 280 e 320 nanometri
  • UV-C tra 100 e 280 nanometri

Le Radiazioni UV-C sono letali per la vita animale ma grazie all’ozono nell’atmosfera, arrivano sulla terra in quantità non importanti per la loro pericolosità.

Proprio per sfruttare il concetto della pericolosità dei Raggi UV-C per gli organismi animali e quindi per abbattere quelli dannosi per l’uomo, i cosiddetti patogeni, si sono realizzate lampade a scarica in gas di mercurio, simili, per semplificare, alle comuni lampade fluorescenti per l’illuminazione, che producono artificialmente emissione UV-C.

Tecnologia MBR

L’acqua in uscita dal depuratore con MBR è immediatamente utilizzabile in varie attività in cui spesso s’impiega l’acqua potabile.

Innaffiamento, irrigazione, lavanderia, riempimento di piscine, servizi sanitari, ecc.

Sono le applicazioni più comuni.

L’acqua reflua di un MBR rispetta le norme più restrittive in ambito europeo e ha i requisiti di balneabilità.

Le caratteristiche del “filtrato” sono di qualità eccezionale perché appaiono chiare, senza solidi sospesi visibili, senza batteri e privi della maggior parte dei virus, inclusi quello responsabile della paralisi infantile.

Si tratta di una combinazione di un depuratore tradizionale con uno stadio di filtrazione da cui è estratto il refluo da scaricare.

La sezione di filtrazione è costituita da uno o più moduli filtranti, secondo la quantità di flusso da trattare, che sono immersi nel “liquor” del bacino di ossidazione.

I fanghi attivi, sottoposti a correnti d’aria, scorrono dal basso verso l’alto sulla superficie dei moduli filtranti, subendo un’azione di risucchio verso l’interno delle membrane che coprono le facce di un telaio drenante.

Da qui il filtrato è portato all’esterno da una pompa di suzione.

Membrane Bio Reactor è il significato di MBR e indica un tipo di processo di depurazione biologica in cui i reflui scaricati non provengono dal tradizionale stadio di sedimentazione secondaria del depuratore, non più necessario.

Anticalcare Elettronico Domestico

In genere siamo in grado di risolvere ogni tipo di problema.

Qualora ciò non fosse possibile, sarà restituita la somma pagata.

Il posto ideale è all’inizio dell’impianto idrico.

Sì.

Su ogni tipo di materiale, come rame, PVC, acciaio.

Meno di € 0.25 per settimana

Il calcio che non può più fissarsi alle pareti della tubazione è eliminato durante lo smaltimento dell’acqua.

Una volta montato, l’apparecchio non ha bisogno di manutenzione.

Moltissimi utilizzatori installano Scalewatcher da soli perché non è sempre necessaria l’azione di un idraulico.

Avendo una decina di centimetri di tubo libero bastano meno di trenta minuti per l’installazione.

L’acqua rimane inalterata nella sua qualità organolettica, perché non cambia la composizione chimica ma solo la forma del cristallo di calcio.

I sali minerali salubri disciolti nell’acqua non sono eliminati.

Una serie di fenomeni, entro 30-40 giorni, evidenzia il funzionamento dell’anticalcare elettronico:

I depositi di calcare intorno alla rubinetteria e sanitari, se non prima rimossi, diventano più morbidi

  • Nel lavaggio dei capelli l’acqua sembrano più dolce
  • Si nota subito che l’uso di shampoo, detergenti per la persona e altri detersivi, può essere ridotto
  • Specchi e altre superfici nel bagno si puliscono semplicemente con il passaggio di un panno umido.

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